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Formazione docenti: quante ore sono obbligatorie?

Quante sono le ore obbligatorie previste dal Piano formazione docenti 2016/2019? Non è raro sentire ancora oggi domande di questo tipo, e non è certo un caso se qualche mese fa il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca ha pubblicato un’apposita Nota per fornire dei chiarimenti al corpo docente italiano. Prima di tutto: esiste davvero un obbligo ore prestabilito per corsi formazione docenti, ai quali devono adeguarsi? E cosa sono le famose 25 ore obbligatorie per ogni Unità Formativa?

L’obbligatorietà della formazione docenti

Come tutti gli insegnanti sicuramente sanno, la formazione in servizio così come delineata nel 2016 è obbligatoria, permanente e strutturale’. É dunque naturale supporre che, dietro a tale caratterizzazione del nuovo sistema di formazione dei docenti, esista anche un monte orario obbligatorio da completare, magari a cadenza annuale.

Già nella Nota n. 2915, però, il Miur aveva precisato che «il principio della obbligatorietà della formazione in servizio» va inteso «come impegno e responsabilità professionale di ogni docente» e che «l’obbligatorietà non si traduce, quindi, automaticamente in un numero di ore da svolgere ogni anno, ma nel rispetto del contenuto del Piano». Già a livello di quella nota, dunque, si poteva capire come l’obbligo di formazione permanente e strutturale per i docenti fosse da intendersi come un impegno etico, in modo da migliorarsi di continuo per il miglioramento dell’istituzione scolastica e quindi dell’intera comunità.

Formazione obbligatoria insegnanti: non le ore, ma i contenuti

Non esiste dunque nessun monte orario obbligatorio. Come ribadito dalla più recente nota Nota n. 25.134, l’obbligo non è quello di conseguire un numero predefinito di ore durante un determinato periodo di tempo, quanto invece quello di rispettare il contenuti del Piano per la formazione degli insegnanti. Le attività formative rivolte ai doventi sono infatti inserite nel Piano formativo d’istituto, il quale a sua volta è integrato nel PTOF, che viene elaborato dal Collegio Docenti in base alle direttive del dirigente scolastico. Ne consegue che, lungi dall’esistere un cumulo di ore obbligatorio prestabilito a livello nazionale, è invece il singolo istituto scolastico a decidere quanto ore assegnare ad una determinata attività formativa rivolta ai docenti.

La proposta del Miur per le 25 ore obbligatorie

In parte la confusione nasce da una passata proposta del Ministero, il quale aveva ipotizzato l’introduzione di 5 moduli obbligatori nell’arco del triennio, ognuno dei quali costituito da 25 ore. In totale, dunque, sarebbero state inserite 125 ore di formazione docenti obbligatoria. Tale ipotesi, però, è stata rigettata dopo un incontro con le organizzazioni sindacali, ed è per questo motivo che nel Piano Nazionale di formazione non c’è alcun monte di ore dovuto e prestabilito. L’unico lascito di questa proposta è l’Unità Formativa, così come presente attualmente nel Piano, che si rifà ai CFU universitari, che in linea teorica dovrebbe dunque corrispondere a 25 ore di impegno. Le scuole, d’altro canto, non sono assolutamente obbligate ad utilizzare questa precisa quantificazione. In ogni caso, comunque, le singole Unità formative possono essere associate alle scelte personali di ogni insegnante, oppure essere promosse direttamente dalla scuola o dalle Rete che organizza la formazione.

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